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La
retrocessione della Virtus Gardascuola, che per la prima volta
nella sua storia è stata protagonista di un campionato
nazionale, non poteva non lasciare il segno.
L’obiettivo ben noto della società era, per la verità, solamente
quello di dare la possibilità a chi aveva raggiunto un traguardo
storico di potersela “giocare”; ma perdere non piace ovviamente
mai a nessuno e le proporzioni dei postumi della sconfitta della
Virtus (non tanto sul campo quanto sul piano dei rapporti umani)
alla fine sono state maggiori del previsto.
Gli allenatori che avevano guidato la squadra alla storica
vittoria della C2, l’head coach Paolo Betta ed i suoi fidi
assistenti Corrado Sodano e Damiano Degasperi, hanno deciso di
lasciare. Chi senza alcun indugio, chi quasi come una
liberazione, ma ad ogni modo in senso categorico. Molti
giocatori, che avevano da subito manifestato il loro disagio per
la stagione appena trascorsa, confermando la loro vis polemica
erano subito “saliti sull’Aventino” riguardo al futuro. Mattia
Morghen, dopo aver consacrato in C1 la sua grande crescita, ha
finalmente avuto la sua grande chance; dopo aver sfogliato i
petali di una ricca margherita ha scelto la C1 di Rovereto
(rifiutando anche possibilità in serie superiore), dove
ritroverà Pezzin, coach Andrea Gabrielli ma soprattutto Michael
Robinson, che resta anch’esso in C1 dopo quattro positive
stagioni passate con la Virtus. A tutti loro il più grande in
bocca al lupo per il futuro.
La rifondazione ripartirà dal rimanente gruppo storico che farà
da guida ai giovanissimi che verranno definitivamente lanciati
tra i senior, per una squadra il più possibile legata agli
storici valori della società. La Virtus sta inoltre valutando la
posizione dei giocatori reduci dai prestiti in altre società.
Gran parte di questi potrebbero rientrare alla “base” per
giocare in un campionato di C2 che probabilmente verrà aperto
addirittura a 24 squadre.
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